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giovedì 4 maggio 2017

Tinca di Ceresole al burro - Tenca al butir

Si tratta di una piccolissima produzione: in tutto si arriva a circa 60 quintali. Una cifra irrisoria rispetto, ad esempio, alle 50 mila tonnellate annue di trote che si allevano in Italia o alle 1800 di pesce gatto.
Parente di carpa, barbo, cavedano e arborella, la tinca dalla forma gibbosa e dalla livrea dorata – detta appunto «gobba dorata» – è allevata da sempre negli stagni del Pianalto di Poirino. In quest’area, ai confini tra le province di Torino, Cuneo e Asti, esistono numerosi laghetti artificiali già dal XIII secolo. Qui, un tempo, ogni famiglia contadina aveva una peschera o una tampa – così si chiamano nel dialetto locale gli stagni adibiti ad abbeveratoio per gli animali o a serbatoio per l’irrigazione – e vi teneva le tinche per il proprio fabbisogno. La pesca si pratica nei mesi più caldi: in passato coincideva con il periodo della mietitura del grano, ma oggi le tinche si «raccolgono» da aprile a ottobre, ad almeno un anno dalla nascita.
Morbide, saporite e senza quel sapore di terra (nita) che spesso caratterizza i prodotti di minore qualità, le tinche del Presidio sono protagoniste della cucina tipica roerina.
Se vi capita di passare dalle parti del Roero, non perdete l’occasione di assaggiarle: molti ristoranti della zona le servono abitualmente. La ricetta classica le vuole fritte e poi marinate in un’emulsione di aceto, vino bianco ed erbe aromatiche: è il classico carpione piemontese, da mangiare freddo come piatto estivo. Ma meglio ancora ne scoprirete la finezza se le gusterete preparate come sotto descritto. 




LE IMMAGINI E I TESTI PUBBLICATI IN QUESTO SITO SONO DI PROPRIETA’ DELL’AUTORE E SONO PROTETTI DALLA LEGGE SUL DIRITTO D’AUTORE N. 633/1941 E SUCCESSIVE MODIFICHE. COPYRIGHT © 2010-2050. TUTTI I DIRITTI RISERVATI A PIEMONTE IN BOCCA DI MARIA ANTONIETTA GRASSI. VIETATA LA RIPRODUZIONE, ANCHE PARZIALE, DI TESTI O FOTO, SENZA AUTORIZZAZIONE.


Ingredienti per 4 persone:

4 filetti di tinca
50 gr. di burro
1 mazzettino piccolo di prezzemolo
farina q.b.
1 spicchio d’aglio
4 filetti d’acciughe dissalate o sottolio
vino bianco secco
sale q.b.

Procedimento
Lavate e sgrondate il prezzemolo e tritatelo con le acciughe.
Infarinate i filetti di tinca ed eliminate la farina in eccesso poi poneteli in una casseruola con metà del burro, lo spicchio d’aglio tagliato a metà, fateli dorare, spruzzateli con il vino bianco e lasciatelo evaporare. Togliete i filetti dal fuoco e teneteli al caldo, eliminate l’aglio. Nel fondo di cottura mettete il rimanente burro, due cucchiai di farina, il prezzemolo tritato con i filetti, un po’ di sale (attenzione chele acciughe sono già salate)  e fate dorare, unite le tinche e terminate la cottura, se è il fondo dovesse asciugarsi troppo aggiungete un pochino di acqua calda. Disponete i filetti nei singoli piatti, ricoprite con il fondo di cotura e servite subito.
Accompagnate con patate bollite  o con una insalatina mista.


martedì 18 aprile 2017

Trote in carpione – Trute an carpion

La nostra bella regione è ricca di fiumi,di laghi e di torrenti dove le trote sono rintanate dietro i sassi, in attesa della preda; dove l’acqua fa la schiumetta lì si ossigena ed aspetta il nutrimento, oppure, se sono in caccia, si trovano ovunque.
Parlando di laghi, la trota, a seconda della stagione, ama stazionare dove l’acqua è più fresca, d’inverno più verso la superficie e d’estate più sul fondo. Quelle utilizzate per questa ricetta arrivavano dalla Valchiusella. E’ una tipica preparazione piemontese detta “carpione” che prende il nome  da un pesce d’acqua dolce, la carpa, ma che è utilizzata, non solo per altri tipi di pesce, ma anche per verdure e uova.  




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Ingredienti per 4 persone:
2 trote
2 spicchi d’aglio
1 cipolla rossa di Voghera
2 carote piccole
5/6 foglie di salvia
1 bicchiere d’aceto bianco
1 bicchiere di vino bianco
1 bicchiere d’acqua
Mais per impanatura q.b.
Olio extravergine d’oliva q.b.
Sale q.b.
Pepe in grani q.b.

Procedimento

Pulite le trote e tagliatele a filetti, o fatevi preparare 4 filetti di trota dal pescivendolo, poi impanateli nel mais.
Friggeteli, in abbondante olio caldo, scolateli su carta assorbente per eliminare l’olio in eccesso e salateli.
Pulite la cipolla, lavatela e tagliatela a rondelle, lavate e raschiate le carote, tagliatele a bastoncini.
Versate, in una casseruola, l’acqua, l’aceto, il vino e aggiungete la cipolla, l’aglio schiacciato, i bastoncini di carota, la salvia, il pepe e un po’ di sale.


Fate sobbollire a fuoco dolce per 5/6 minuti, lasciate intiepidire. Mettete due filetti di trota affiancati in un contenitore e versate sopra metà della marinata con metà delle verdure, adagiate gli altri due filetti e completate con la rimante marinata.
Coprite e lasciate riposare in frigo per 24 ore.
Al momento di servire, scolate i filetti e deponeteli su di un letto d’insalatina mista e mettete sopra i filetti le verdure della marinata, ben scolate.
Buon appetito!





La ricetta originale prevede l’impanatura con la farina bianca, ma la farina di mais assorbe meglio olio e i filetti rimangono più croccanti.