Questo blog è un progetto culturale enogastronomico sulle eccellenze Piemontesi che nasce con lo scopo di diffondere le molteplici ricette di questo territorio. Tuttavia la caratteristica delle più gustose pietanze piemontesi risiedeva proprio nella loro immobilità topografica: dovevano essere preparate e assaggiate ciascuna nel suo paese d’origine, ciascuna nel ristretto e ben definito territorio di produzione, cucinate con gli ingredienti del luogo e innaffiate con il vino locale.
domenica 26 settembre 2021
Risotto ai funghi porcini - Risòt ai bolé
mercoledì 3 febbraio 2021
Fonduta - Fondue
Questa che vi illustro è la ricetta della fonduta alla Piemontese preparata rigorosamente con il formaggio Fontina tipico della Valle d’Aosta.
Potete preparala anche il giorno prima, in frigo si
mantiene per 2 o tre giorni e potete anche surgelarla.
domenica 20 dicembre 2020
Tajarin al tartufo - Tajarin a la trifula
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Ingredienti per 4 persone:
70 gr di burro
lunedì 14 dicembre 2020
Agnolotti del plin con fonduta- Agnolòt dël plin con fondue
L’agnolotto del plin riconosciuto da anni come Prodotto Agrolimentare Tradizionale fa parte del bagaglio culturale di Langa legato al buon cibo. Il suo nome deriva dal “pizzicotto” che manualmente viene dato per chiudere il ripieno all’interno della sottile pasta sfoglia. Ogni singolo raviolo risulta così unico e diverso a riprova della sua artigianalità. Esistono vari tipi di questo particolare agnolotto: il classico di carne e verdura, particolarmente prelibato e ricercato, quello di sola carne sempre di razza bovina piemontese, quello di sole verdure da servire con un sughetto leggero di pomodoro. Il plin di Robiola di Roccaverano, quello al brasato al barolo, quello di brasato di vitello e tartufo, di fonduta e tartufo e infine quello di gallina bionda
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Per la pasta
Per il ripieno
100 gr di coscia di vitello
100 gr di lonza di maiale
50 gr di salsiccia
½ cipolla piccola
½ gamba di sedano
50 gr di spinaci
1 cucchiaio di Parmigiano Reggiano
50 gr di burro
Rosmarino, noce moscata, pepe, sale q.b.
Per la fonduta
Procedimento
Il ripieno potete preparalo già il giorno
prima .
In una casseruola fate scaldare il burro,
aggiungete la cipolla e il sedano tagliati a dadini molto piccoli, il rosmarino tritato e fate dorare il tutto
per alcuni minuti. Aggiungete le carni e fatele cuocere come un arrosto,
aggiustate di sale.
Lavate gli spinaci, e saltateli in padella con un cucchiaio d’olio.
A termine cottura estraete le carni dal
tegame, lasciatele intiepidire poi unite
gli spinaci, un pochino del sugo di cottura delle carni e tritate tutto con un mixer.
Aggiungete il Parmigiano Reggiano, l’uovo,
la noce moscata e l’uovo.
Amalgamate bene tutto e lasciate
riposare.
Mettete la farina e il sale sulla
spianatoia, fate un buco al centro e aggiungete le uova. Impastate tutto, fino
a ottenere un impasto compatto e omogeneo, formate una palla e lasciatela
riposare per circa mezz’ora.
Lessate i ravioli in abbondante acqua bollente salata.
Scolate e condite subito con la fonduta.
Servite immediatamente.
Risotto al Castelmagno miele e noci - Risòt al Castelmagno amel e nos
Il formaggio Castelmagno è un'eccellenza della Val Grana. Situata nel Piemonte occitano, la Val Grana è una piccola vallata che si snoda dolcemente tra le Valli Stura e Maira. Il pendio è lieve nel tratto iniziale e accompagna il turista che attraversa paesi e antiche borgate che si affacciano sul torrente Grana. Ampie distese boschive di castagni, faggi e conifere seguono il percorso della strada in un paesaggio che sembra rimasto intatto nei secoli. A Castelmagno la Valle si apre in tutto il suo fascino alpino: uno spettacolo della natura che nelle giornate estive invita a ritemprarsi dalle fatiche della routine quotidiana.
La Cooperativa "La Poiana -
Valle Grana" nasce nel 1998 e nello stesso anno il Castelmagno ottiene il
prestigioso riconoscimento D.O.C. La Cooperativa ha contribuito a fondare e
valorizzare il Consorzio di Tutela del Formaggio Castelmagno. La produzione
principale è concentrata sul formaggio Castelmagno di cui la cooperativa è il
maggiore produttore. I prodotti vengono lavorati secondo metodi tradizionali,
senza l’uso di fermenti e pastorizzazioni, utilizzando fascere di legno e la
stagionatura in grotte naturali.
Prodotto con il latte vaccino crudo
proveniente da un minimo di due a un massimo di quattro mungiture consecutive,
cui può essere aggiunta una piccola quantità di latte ovino o caprino, il
Castelmagno D.O.P. si caratterizza per l’inconfondibile pasta friabile, dal
colore perlaceo con venature bluastre.
Un primo piatto raffinato, ideale per le
grandi occasioni.
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DI MARIA ANTONIETTA GRASSI
Ingredienti per 4 persone:
320 g di riso Carnaroli
Procedimento
Grattugiate 200 gr di Castelmagno e
scagliate il rimanente. Sgusciate le noci e tritatele grossolanamente. In una
casseruola mettete due cucchiai d’olio e aggiungete lo scalogno tritato fine e
fatelo rosolare dolcemente. Aggiungete il riso e tostatelo bene, poi sfumate
con il vino. Dopo che il vino si sarà consumato, unite 100 gr di Castelmagno e
due mestoli di brodo vegetale caldo e continuate la cottura rimestando spesso e
aggiungendo il brodo caldo quando il riso si asciuga troppo. Quando sarà quasi
cotto, unite il rimanente formaggio grattugiato e il miele. Terminate la
cottura. Mantecate (a fornello spento) con il burro e il Castelmagno a scaglie.
Impiattate e spargete sopra il riso, le noci tritate e un filo di miele.
Servite subito e buon appetito.
(Fonte:
Cooperativa agricola “La Poiana – Valle Grana”)





